
Internato nel silenzio, un fiume di rabbia in piena si agita nel letto del mio ventre, alzando schizzi fino agli occhi, e la mente ubriaca torna sempre sugli stessi passi lungo il bordo della propria cella. Il bastimento infetto naviga di fretta e senza rotta per il delirio del comandante, gravido di un logorante dolore inabortibile.
Da baleniere a preda arpionata, e col solo desiderio di far perdere le tracce a me stesso, mi trovo quasi al capo meridionale della Nuova Zelanda, dal quale si odono le grida della lotta per l'estrema sopravvivenza antartica, e gli strazi tumulati nei cuori gelati delle creature abbandonate.
Da baleniere a preda arpionata, e col solo desiderio di far perdere le tracce a me stesso, mi trovo quasi al capo meridionale della Nuova Zelanda, dal quale si odono le grida della lotta per l'estrema sopravvivenza antartica, e gli strazi tumulati nei cuori gelati delle creature abbandonate.
Big-Bang. E poi finalmente, Terra.
RispondiEliminaE tutti i suoi più imperfetti meccanismi. Lì vi abita qualcuno, più vecchio di noi, che non pensa più, e vive in eterno.
Viaggiare con troppi pesi addosso, non fa volare. Fa strisciare.